Nuove intuizioni sul microbiota intestinale

Il microbiota intestinale svolge un ruolo importante per la salute umana. Negli ultimi dieci anni, la frazione virale del microbiota intestinale, costituita essenzialmente da fagi che infettano i batteri, ha acquisito sempre più importanza. Parallelamente allo sviluppo della metagenomica virale, sono state scoperte numerose nuove famiglie di fagi. Tuttavia, dalla scoperta dei fagi intestinali da parte di d’Hérelle nel 1917, la nostra comprensione dell’influenza dei fagi sulla struttura del microbiota intestinale rimane ancora limitata. Cambiamenti nella composizione della comunità virale sono stati osservati in varie malattie. Tuttavia, se questi cambiamenti riflettano un coinvolgimento diretto dei fagi nello sviluppo della malattia o siano semplicemente dovuti a cambiamenti nella composizione batterica, attualmente non è noto. Qui forniamo una panoramica dello stato attuale delle conoscenze sui fagi intestinali, la loro identità, il loro stile di vita e i loro possibili effetti sul microbiota intestinale. Inoltre, raccogliamo i dati principali sulle interazioni dei fagi con il sistema immunitario, ponendo particolare enfasi sulle scoperte più recenti.

Conclusioni
Durante l’ultimo decennio, la metagenomica virale ha chiarito la composizione tassonomica e la dinamica della componente virale del microbiota intestinale. Il sequenziamento profondo e i nuovi metodi di assemblaggio hanno permesso la descrizione di fagi completamente nuovi. Questi approcci hanno soprattutto dimostrato che la composizione del viroma è molto variabile, con solo una piccola parte dei fagi condivisa tra gli individui. Non sorprende che i virus più comuni infettino specie di Bacteroides e Clostridiales, che sono dominanti nel microbiota. Parallelamente, esperimenti su animali con un microbiota semplificato hanno permesso l’esplorazione delle interazioni antagonistiche fagi-batteri nell’intestino e hanno rivelato risultati variabili. In alcune coppie fagi-batteri, l’ambiente intestinale protegge in qualche modo i batteri, e solo una piccola parte dei batteri geneticamente suscettibili viene uccisa dai loro fagi specifici. In altri casi, la maggior parte della popolazione batterica sensibile ai fagi viene sostituita entro pochi giorni da mutanti resistenti, indicando un’infezione fagica molto efficiente. Pertanto, rimane difficile prevedere quale risultato prevarrà nel complesso microbiota naturale. Tracce di predazione fagica possono essere trovate nei genomi dei batteri intestinali, ma queste tracce potrebbero essere dovute a una bassa mortalità indotta dai fagi. Una bassa predazione fagica potrebbe comunque essere cruciale per modellare la composizione e la funzionalità del microbiota, influenzando l’evoluzione batterica attraverso il trasferimento genico orizzontale, ma anche promuovendo la diversità batterica. Su scale temporali ecologiche più brevi, l’influenza dei fagi è meno ben stabilita. In particolare, il ruolo dei fagi nelle disbiosi che accompagnano vari stati patologici non è ancora sufficientemente definito. Grazie ai recenti progressi nella determinazione delle coppie fagi-batteri, ora possono essere condotti studi longitudinali per identificare possibili relazioni tra spostamenti temporali nei batteri e nei fagi associati e per delineare se i fagi contribuiscano alla disbiosi e alla malattia o se, al contrario, possano contribuire al mantenimento della stabilità del microbiota preservando la diversità batterica.

Sono necessari ulteriori studi anche per documentare possibili interazioni dirette dei fagi con le cellule immunitarie e per definire se e come tali effetti diretti modifichino la composizione del microbiota batterico e possano influenzare la salute o la malattia dell’ospite. La definizione dei meccanismi che determinano il risultato delle interazioni fagi-batteri nell’intestino è particolarmente importante per la prospettiva della terapia fagica, che, per citare Brüssow,125 “è senza dubbio un approccio interessante al problema della resistenza agli antibiotici e merita una ricerca intensificata per uscire dal confronto infruttuoso tra l’entusiasmo dell’Est e il persistente scetticismo occidentale”.

Traduzione della fonte: https://www.nature.com/articles/s41385-019-0250-5