Batteri killer: il numero di morti a causa della resistenza agli antibiotici aumenta

Hanno nomi così appetitosi come Escherichia coli, Staphylococcus aureus, Enterococcus faecalis ed Enterococcus faecium, Streptococcus pneumoniac o Acinetobacter spp.

E sono killer moderni che mietono sempre più vittime. Hanno successo perché sono resistenti agli antibiotici.

Solo nell’UE e negli Stati della Comunità Economica Europea, il numero di decessi attribuibili alla resistenza agli antibiotici contro i batteri più letali è aumentato da 11.114 nel 2007 a 27.249 sulla base di 10 agenti microbatterici (ai fini della comparabilità con il 2007) o 33.110 sulla base di 16 agenti microbatterici nel 2015. Questo risultato è emerso da una nuova indagine di Alessandro Cassini e 16 coautori – un vero e proprio evento autoriale.

Sulla base dei dati del progetto europeo “EARS” – European Antimicrobial Resistance Surveillance Network, gli autori hanno calcolato la mortalità e gli anni di vita persi a causa di morte prematura, attribuibili a batteri resistenti a specifici antibiotici. Quest’ultimo è un artificio statistico con troppe incertezze per poter essere interpretato in modo significativo. I decessi, d’altra parte, sono cadaveri concreti, motivo per cui ci riferiamo ai risultati del collettivo di autori sul tema della mortalità a seguito di resistenza agli antibiotici.

  • Gli autori hanno calcolato 671.689 infezioni per l’anno 2015.
  • 33.110 infezioni hanno avuto un esito fatale.
  • Il tasso di mortalità per infezione è quindi del 4,9%.
  • Il 63,5% delle infezioni si è verificato in un ospedale o in un’altra istituzione che in realtà ha come obiettivo la guarigione.
  • Il 72,4% dei 33.110 decessi (23.976) è avvenuto in ospedale a causa di infezioni contratte in ospedale.

Fonte: https://sciencefiles.org/2019/04/07/killer-bakterien-zahl-der-toten-durch-antibiotika-resistenz-steigt/